GDPR
Introduzione
Il 10 agosto 2018 l’Italia ha adottato il Decreto Legislativo n. 101/2018, che modifica il Codice in materia di protezione dei dati personali del 2003 (D.Lgs. n. 196/2003), al fine di armonizzarlo con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).
L’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali (Garante) è l’ente nazionale incaricato di vigilare sull’applicazione e sul rispetto del GDPR.
IAmbito di applicazione
La normativa si applica:
a tutti i titolari e responsabili del trattamento stabiliti in Italia;
nonché ai soggetti stabiliti al di fuori dell’UE che offrono beni o servizi a residenti in Italia, oppure ne monitorano il comportamento.
Essa riguarda sia i trattamenti automatizzati sia i trattamenti non automatizzati contenuti in un archivio, con esclusione delle attività svolte per fini esclusivamente personali o domestici.
Principi del trattamento dei dati
La legge italiana ribadisce i principi fondamentali previsti dal GDPR:
liceità, correttezza e trasparenza
limitazione delle finalità
minimizzazione dei dati
esattezza e aggiornamento
limitazione della conservazione
integrità, riservatezza e sicurezza
Il titolare deve garantire un’idonea base giuridica per ogni fase del trattamento e assicurare piena trasparenza verso gli interessati.
Diritti degli interessati
I cittadini italiani dispongono dei seguenti diritti:
diritto di accesso e informazione
diritto di rettifica e cancellazione (diritto all’oblio)
diritto alla limitazione del trattamento
diritto alla portabilità dei dati
diritto di opposizione (inclusa l’opposizione al marketing diretto)
Per i minori di età inferiore a 14 anni è necessario il consenso dei genitori o del tutore.
Il Garante richiede inoltre che le informative siano fornite in lingua italiana semplice e chiara.
Obblighi di titolari e responsabili
Il titolare deve garantire che il trattamento avvenga nel rispetto del GDPR e della normativa nazionale;
il responsabile può operare solo secondo istruzioni documentate del titolare;
devono essere adottate misure tecniche e organizzative adeguate al livello di rischio;
gli incidenti di sicurezza devono essere notificati al Garante entro 72 ore;
per trattamenti ad alto rischio è obbligatoria la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA);
determinati soggetti devono nominare un Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) e comunicarne i dati al Garante.
Il Garante richiede inoltre programmi di formazione per il personale delle pubbliche amministrazioni e delle grandi imprese.
Trasferimenti internazionali
I trasferimenti di dati personali verso paesi extra-UE devono rispettare il Capitolo V del GDPR, basandosi su:
decisioni di adeguatezza della Commissione Europea;
oppure clausole contrattuali standard (SCC).
Dopo l’invalidazione del Privacy Shield, le imprese italiane devono aggiornare i meccanismi di trasferimento per garantire conformità e trasparenza.
Vigilanza e sanzioni
Il Garante dispone di poteri ispettivi, correttivi e sanzionatori. Può:
emettere ammonimenti;
limitare o vietare un trattamento;
irrogare sanzioni fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale annuo.
La normativa italiana permette inoltre di fornire disposizioni relative al trattamento dei dati dopo il decesso, ad esempio tramite testamento, tutelando così la volontà dell’interessato.
Contatti
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